What is a FabLab

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Un FabLab è un laboratorio aperto al pubblico equipaggiato con macchine per la fabbricazione digitale. È un luogo dove individui e imprese hanno accesso ad attrezzature, processi e persone in grado di trasformare idee in prototipi e prodotti.

L'idea di FabLab nasce nel 2001 al MIT, dove il prof. Neil Gershenfeld ottiene un finanziamento per aprire il Center for Bits and Atoms. Il nome del laboratorio indica la visione di Gershenfeld: un luogo dove gli oggetti fisici nascono a partire dalle loro rappresentazioni digitali grazie a macchine in grado di trasformare la materia. La rete internazionale dei FabLab si fonda infatti su un insieme di macchine definito e condiviso, che permette di inviare oggetti digitali via Internet in modo da poterli fabbricare e materializzare fedelmente anche dall'altra parte del mondo.

Si può pensare ad un FabLab come ad una biblioteca, dunque un elemento fondamentale per la condivisione della conoscenza, dove al posto dei libri si possono prendere in prestito macchinari solitamente inaccessibili. Un FabLab è un luogo di incontro tra persone con formazioni eterogenee, che risultano straordinariamente complementari per concepire progetti innovativi: artigiani tradizionali, esperti di elettronica, grafici, informatici. Un FabLab è anche e soprattutto un luogo di formazione tecnica che si fonda sull'assunto "se faccio imparo", del tutto complementare alla formazione strutturata di derivazione universitaria.

Per capire meglio, consigliamo di visitare il FabLab più vicino a voi.

Le 4 condizioni per poter essere un FabLab

Nel corso degli anni, prima il Center for Bits and Atoms, poi la Fab Foundation e poi anche la comunità dei FabLab, hanno lavorato alle caratteristiche che definiscono un FabLab. Sono quindi 4 le condizioni da rispettare affinché il proprio laboratorio possa essere chiamato FabLab a tutti gli effetti:

  1. L'accesso al laboratorio deve essere pubblico, almeno in una parte della settimana. Ci possono essere differenti modelli di business (es. accesso gratuito o a pagamento), ma l'accesso deve essere pubblico (non un laboratorio privato quindi), meglio se gratuito in alcuni momenti, per poter dare accesso a tutti.
  2. Il laboratorio deve sottoscrivere e mostrare la Fab Charter, il manifesto dei FabLab, all'interno del proprio spazio (qui la versione in italiano).
  3. Il laboratorio deve avere un insieme di strumenti e processi condivisi con tutta la rete dei FabLab. L'idea è che un progetto realizzato a Roma possa essere riprodotto facilmente in tutti gli altri laboratori, quali che siano i loro paesi e continenti. C'è una lista che definisce le tipologie di macchinari, strumenti e componenti, ma è possibile adottare macchinari e strumenti anche di altre marche. Altri strumenti e macchinari possono essere aggiunti, la lista definisce solo le tipologie di strumentazione minime.
  4. Il laboratorio deve essere attivo e partecipe della rete globale dei FabLab, non può isolarsi.

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